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    Farmaflo: un progetto di chimica sostenibile a km siciliano

    Quando mi sono imbattuta per la prima volta nel profilo di Floriana non ho potuto che scorrere e sbirciare nel feed. Una scarica di allegria, forza e colori racchiusa in un’idea speciale che oggi ho il piacere di raccontare.  Nella ricchissima tavola periodica della mia terra, Floriana ha dato vita a un progetto di chimica sostenibile a km siciliano: Farmaflo.  Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata, uno spicchio di sole in un giorno per tanti versi grigio. La storia di Floriana non mi è parsa una storia qualsiasi. Dalla sua voce, dai suoi racconti ho subito individuato passione, grinta e dolcezza che affondano le sue radici sin dalla tenera età.  Un…

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    Pasta ‘ncasciata come la fa la mamma

    Prima del lockdown, ahimè, ho ricevuto una foto da mia sorella: a casa si mangiava la pasta ‘ncasciata siciliana ma la mamma creativa ha modificato un tantino la ricetta, ovviamente, sempre lasciando inalterata la sua sicilitanità.  Dopo aver messo a scaldare il cavolfiore bianco, mamma ha preparato i pomodorini confit, adagiandoli, tagliati a metà, sulla leccarda con un giro d’olio e una spolverata di sale. Conclusa la cottura del cavolfiore, un lieve soffritto di cipolla e un tuffo dei fiori di cavolfiore nella padella….che magico suono e profumo ci sarà!  Una volta finita la rosolatura, in una ciotola occorrerà mischiare il cavolfiore,, mandorle tostate e tritate, olive nere a pezzi,…

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    Ionia: benvenuti a casa

    Ci sono cose che mi fanno emozionare. Da sempre sono stata così. Da quando vivo lontana da casa ancor di più. Poi, un giorno, ho visto un nome di una canzone, nuova. A dire il vero, ne conoscevo da tempo anche la sua penna.  Il solo titolo evoca in me un turbinio di cose: Ionia, il primitivo nome dei due territori dove sono nata. L’ho ascoltata ad occhi chiusi ed ho fatto un viaggio. Tutto aveva i contorni definiti, i colori vividi. Tutto assumeva tridimensionalità e il cuore scoppia.  “[…] è una costante sorpresa, l’aria di casa mia” lacrima che segue. Mi sono emozionata, sì. E l’ho detto a Carla,…

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    Pasta alla Norma

    Ode a Vincenzo Bellini e alla tua Catania che con questa pietanza viene celebrata! Salsa di pomodoro rosso come lava, il grano della pasta dorato come il sole, melanzane il cui dorso è viola come i riflessi della montagna: la pasta alla norma è una regina delle tavole catanesi e un piatto semplice e veloce da preparare.  Amato da grandi e piccini, la pasta alla norma è un must da far provare a chi non la conosce e un must da mangiare quando si fa ritorno a casa. Quando ero bambina (ma anche adesso), quando in famiglia si friggevano le melanzane per la pasta alla norma, io, quatta quatta, passavo…

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    Sciaroso: l’olio mascalese, figlio dell’Etna e della sostenibilità.

    Un proverbio molto antico definisce l’olio, il ferro e il sale una garanzia reale. Nonostante le origini incerte, ma senz’altro risalenti, possiamo confermare il pregio e la regalità, per rifarci al detto, di uno tra questi prodotti: l’olio. Così come per il miele, e per molto altro, l’olio è frutto di una commistione perfetta della natura e dell’uomo ma, come sempre, a fare la differenza nel prodotto finito è la natura stessa. Oggi vi racconto, con estremo piacere, la storia di un olio pregiato, che fa la differenza perché il terreno su cui si ergono gli ulivi è differente. Vi presento Sciaroso: l’olio odoroso della sciara. Per raccontarvi questa avventura…

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    Dimmi com’è la tua scrivania e ti dirò chi sei…

    Scherzetto! Non ti trovi davanti a uno di quei test facebookkiani in cui trovare sfaccettature della personalità a seconda di ciò che piace o che si fa. Sei davanti a una riflessione, sorta spontanea, in ufficio; in particolare, proprio davanti al computer sulla scrivania. Eh si, quel luogo dove, per alcuni, si trascorre gran parte del tempo al lavoro. La scrivania deve parlare un pò di noi, deve avere “sprazzi” di personalità per rendere “nostro” uno spazio che, altrimenti, apparirebbe monotono. Albert Einstein sosteneva: Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa sarà segno una scrivania vuota? Non sto qui a fare commenti di natura…

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    Sarde a “beccaficu”

    Le sarde a beccafico sono uno dei piatti forti della cucina siciliana e, come tutti i piatti siciliani, di indescrivibile bontà. Una buona forchetta non sicula, non può non esimersi dal conoscere e soprattutto degustare questa prelibatezza. Ma perchè ve ne parlo proprio oggi? La primissima estate a casa mia è sempre stata momento di ripresa di piatti tipicamente legati alla bella stagione. Proprio in questi giorni avrei desiderato tanto mangiare questo piatto e quindi ieri, al telefono con i miei genitori ho detto: «Vorrei tanto mangiare i beccaficu!». Caso volle che questo piatto, a casa mia, sarebbe stata la cena! Corro ai ripari facendomi dare la ricetta da mamma…

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    Pulizie mon amour !

    Dopo giorni e giorni di pioggia e una primavera, che di primavera ha avuto ben poco, adesso sembra essere giunto il tempo della bella stagione. Gli impegni e il disordine dato dal trasloco non mi hanno dato molto spazio, quest’anno, alle pulizie di primavera e mentre per molti evitarle potrebbe essere un sollievo, per me non lo è! Da sempre sono un pò, come si direbbe oggi, addicted alla pulizia perchè trovo piacevole ordinare e mantenere linda la casa; amo inoltre il profumo che si esala quando si finisce di pulire! In tutto questo, sono anche molto fortunata perchè il mio compagno si diverte altrettanto quindi diciamo che le pulizie…

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    Organizzare un trasloco – manuale di sopravvivenza – parte 2

    La scorsa settimana , con mio sommo piacere, siete stati in tanti a leggere ed apprezzare il post su come organizzare un trasloco – manuale di sopravvivenza – parte prima. Oggi trovate il seguito. Dopo, infatti, una predisposizione psicologica al trasloco e dopo aver incanalato, con qualche dritta, l’ovvia confusione, passiamo al lato pratico. Ecco a voi un elenco di consigli, per me, molto utili che potrebbero non essere così scontati SOS carta Che siano quotidiani o riviste fashion: la carta è fondamentale nei traslochi per avvolgere gli oggetti e creare spessore all’interno delle scatole. Per gli oggetti più delicati, ovvietà, ricorrete alla carta bollicine ma mi raccomando non perdete…

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    Siciliani cca ‘nnocca

    Sul termini siciliani, non v’è dubbio alcuno ma ‘nnocca? ‘nnocca in dialetto siciliano significa fiocco. Usiamo di solito dire che qualcosa è cca nocca, cioè con il fiocco, quando ci riferiamo a qualcosa di realmente speciale e, per usare il linguaggio attuale, TOP! Qualcosa di talmente bello e perfetto da poter essere infiocchettato e regalato. Ho ben pensato quindi di regalarvi siciliani cca nocca: personaggi dell’isola, presenti e passati, perfetti. Seguitemi su Facebook!

  • Minuzzagghia

    Minuzzagghia: la parola in dialetto rende di più

    Minuzzagghia, in dialetto siciliano, significa, come è ovvio che sia, minuzzaglia ovvero una quantità di cose minute, piccole, di poco conto. Il termine è solitamente usato in senso dispregiativo per intendere, come diremmo in siciliano, frasciami di poco valore.

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    MAKE me UP

    Make up creativi e ispirati, di volta in volta, a qualcosa di diverso! Ma... nel rispetto delle tendenze! Siamo quasi pronte! Aspettiamo la primavera e lo sbocciare di quanti più fiori possibili per partire.

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    Agathae: figlia e madre della città dell’elefante.

    Una folla bianca, illuminata dai ceri, portati con l’ardore della devozione e della fede tra le vie di una città che alterna momenti di sonno dolcissimo, in cui si prega sommessamente a momenti di veglia gloriosa per rendere omaggio alla più bella, in cui si ricorda a tutti i devoti tutti.

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    Uno, nessuno, centomila. Al Teatro San Babila, con Enrico Lo Verso.

    “Grazie al dono. Alla vita. Alla mente alimentata dalla bellezza degli stimoli che ci rendono in grado di smistarci, specchiarci, esserci e non esserci. Vivere con il nostro nome o estraniarci. Provare a essere uno, nessuno, centomila. Respirare l’altro tramite l’interpretazione. La purezza. Grazie Enrico per aver dato una meravigliosa voce e uno, nessuno, centomila volti a Luigi Pirandello”.  Non è frequente che, a conclusione di uno spettacolo, l’attore venga giù dal palco adagiandovi sopra un quaderno ed esortando il pubblico, ancora applaudente, a dedicare un pensiero a quanto da poco visto. Mercoledì scorso, l’ho fatto. Ho scritto su questo quaderno il pensiero virgolettato sopra, dopo aver avuto il piacere…

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    Il tè è servito!

    Le foglie profumate gravitano soavi attorno a tazze e teiera: rigorosamente alle 17.00. Piccole curiosità sul tè.