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    Dimmi com’è la tua scrivania e ti dirò chi sei…

    Scherzetto! Non ti trovi davanti a uno di quei test facebookkiani in cui trovare sfaccettature della personalità a seconda di ciò che piace o che si fa. Sei davanti a una riflessione, sorta spontanea, in ufficio; in particolare, proprio davanti al computer sulla scrivania. Eh si, quel luogo dove, per alcuni, si trascorre gran parte del tempo al lavoro. La scrivania deve parlare un pò di noi, deve avere “sprazzi” di personalità per rendere “nostro” uno spazio che, altrimenti, apparirebbe monotono. Albert Einstein sosteneva: Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa sarà segno una scrivania vuota? Non sto qui a fare commenti di natura…

  • Sicilia in tavola

    Sarde a “beccaficu”

    Le sarde a beccafico sono uno dei piatti forti della cucina siciliana e, come tutti i piatti siciliani, di indescrivibile bontà. Una buona forchetta non sicula, non può non esimersi dal conoscere e soprattutto degustare questa prelibatezza. Ma perchè ve ne parlo proprio oggi? La primissima estate a casa mia è sempre stata momento di ripresa di piatti tipicamente legati alla bella stagione. Proprio in questi giorni avrei desiderato tanto mangiare questo piatto e quindi ieri, al telefono con i miei genitori ho detto: «Vorrei tanto mangiare i beccaficu!». Caso volle che questo piatto, a casa mia, sarebbe stata la cena! Corro ai ripari facendomi dare la ricetta da mamma…

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    Pulizie mon amour !

    Dopo giorni e giorni di pioggia e una primavera, che di primavera ha avuto ben poco, adesso sembra essere giunto il tempo della bella stagione. Gli impegni e il disordine dato dal trasloco non mi hanno dato molto spazio, quest’anno, alle pulizie di primavera e mentre per molti evitarle potrebbe essere un sollievo, per me non lo è! Da sempre sono un pò, come si direbbe oggi, addicted alla pulizia perchè trovo piacevole ordinare e mantenere linda la casa; amo inoltre il profumo che si esala quando si finisce di pulire! In tutto questo, sono anche molto fortunata perchè il mio compagno si diverte altrettanto quindi diciamo che le pulizie…

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    Organizzare un trasloco – manuale di sopravvivenza – parte 2

    La scorsa settimana , con mio sommo piacere, siete stati in tanti a leggere ed apprezzare il post su come organizzare un trasloco – manuale di sopravvivenza – parte prima. Oggi trovate il seguito. Dopo, infatti, una predisposizione psicologica al trasloco e dopo aver incanalato, con qualche dritta, l’ovvia confusione, passiamo al lato pratico. Ecco a voi un elenco di consigli, per me, molto utili che potrebbero non essere così scontati SOS carta Che siano quotidiani o riviste fashion: la carta è fondamentale nei traslochi per avvolgere gli oggetti e creare spessore all’interno delle scatole. Per gli oggetti più delicati, ovvietà, ricorrete alla carta bollicine ma mi raccomando non perdete…

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    Siciliani cca ‘nnocca

    Sul termini siciliani, non v’è dubbio alcuno ma ‘nnocca? ‘nnocca in dialetto siciliano significa fiocco. Usiamo di solito dire che qualcosa è cca nocca, cioè con il fiocco, quando ci riferiamo a qualcosa di realmente speciale e, per usare il linguaggio attuale, TOP! Qualcosa di talmente bello e perfetto da poter essere infiocchettato e regalato. Ho ben pensato quindi di regalarvi siciliani cca nocca: personaggi dell’isola, presenti e passati, perfetti. Seguitemi su Facebook!

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    MAKE me UP

    Make up creativi e ispirati, di volta in volta, a qualcosa di diverso! Ma... nel rispetto delle tendenze! Siamo quasi pronte! Aspettiamo la primavera e lo sbocciare di quanti più fiori possibili per partire.

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    Agathae: figlia e madre della città dell’elefante.

    Una folla bianca, illuminata dai ceri, portati con l’ardore della devozione e della fede tra le vie di una città che alterna momenti di sonno dolcissimo, in cui si prega sommessamente a momenti di veglia gloriosa per rendere omaggio alla più bella, in cui si ricorda a tutti i devoti tutti.

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    Uno, nessuno, centomila. Al Teatro San Babila, con Enrico Lo Verso.

    “Grazie al dono. Alla vita. Alla mente alimentata dalla bellezza degli stimoli che ci rendono in grado di smistarci, specchiarci, esserci e non esserci. Vivere con il nostro nome o estraniarci. Provare a essere uno, nessuno, centomila. Respirare l’altro tramite l’interpretazione. La purezza. Grazie Enrico per aver dato una meravigliosa voce e uno, nessuno, centomila volti a Luigi Pirandello”.  Non è frequente che, a conclusione di uno spettacolo, l’attore venga giù dal palco adagiandovi sopra un quaderno ed esortando il pubblico, ancora applaudente, a dedicare un pensiero a quanto da poco visto. Mercoledì scorso, l’ho fatto. Ho scritto su questo quaderno il pensiero virgolettato sopra, dopo aver avuto il piacere…

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    Il tè è servito!

    Le foglie profumate gravitano soavi attorno a tazze e teiera: rigorosamente alle 17.00. Piccole curiosità sul tè.