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Il tè è servito!

Le foglie profumate gravitano soavi attorno a tazze e teiera: rigorosamente alle 17.00.

Per gli appassionati di tè, non si deve attendere l’arrivo dell’autunno o dell’inverno per assaporarne una tazza. 

Il tè non è solo una bevanda, è uno stile di vita, un momento ritagliato alla giornata, un rito

Nella mia vita l’incontro con il tè è avvenuto a metà percorso; prima questo prodotto donatoci dalla natura, un trionfo di bellezza, gusto e proprietà, in realtà era tristemente ridotto ai momenti in cui era necessario “rimanere leggeri”: sminuente. 

Nel periodo universitario, bere una tazza di tè era un piacevole momento di pausa dallo studio.

Da lì, iniziai ad appassionarmi. Ho iniziato, vittima del marketing e dal packaging, ad acquistare i tè più belli. Collezionavo le bustine di ogni filtro, le inserivo dentro i libri e le agende per profumarle. 

Successivamente, ho smesso di badare solo ai colori e alle confezioni per andare più su ciò che era realmente fondamentale: il tè. 

Dalla piantagione alla tavola, ogni singola foglia ha qualcosa da raccontare; ogni singola foglia di un buon tè ha il potere di trasformare l’aria respirata e l’anima della terra in un sapore deciso che, naturalmente, si sposa con gli altri che genera, allietando anima e palato

Tracciamo una linea tratteggiata dall’Italia alla Cina, luogo di scoperta e di diffusione di questa magica bevanda. Il suo ingresso, come pianta medicinale, in Europa lo si deve ai mercanti. 

Divenne un simbolo aristocratico in Gran Bretagna; da lì, per farla breve, fino al totale monopolio della Compagnia delle Indie per il commercio di questo pregiato prodotto.

La diversa tipologia di lavorazione della foglia dà vita a differenti tipologie di tè: il bianco, il meno lavorato, il nero, rosso, verde, aromatizzato e moltissime altre varietà con specifiche proprietà e storie legate alla terra d’origine, come il giapponese tè matcha, il cinese tè giallo. 

Qualsiasi sia però la tipologia, il sapore o il profumo, la pianta madre è sempre una: la camelia sinensis, facente parte della famiglia delle Theaceae

Non solo la pianta e il tè sono importanti, però. L’acqua è fondamentale nel processo di preparazione, di infusione. Seppur le storie leggendarie legate al tè vorrebbero che le sue foglie si infondessero soavi nell’acqua di montagna, oggi l’attenzione viene rivolta a tipologie di acqua pure e leggere (basso residuo fisso, e PH quasi neutro). 

Un acqua inadatta potrebbe infatti rendere mediocre un tè pregiato.

Anche la temperatura deve essere attenzionata: questa infatti varia a seconda del tè, solitamente viene infatti indicata la temperatura necessaria. Il tè nero è comunque quello che richiede una maggior temperatura.  Stesso identico discorso per il tempo di infusione che incontra anche il gusto di chi beve il tè rispetto alla sua intensità desiderata.

Nel mondo orientale, il tè si beveva in origine senza l’aggiunta di nulla. Nel tempo, però, zucchero, miele, limone e latte hanno iniziato a gravitare attorno alle foglie del tè

I tè bianchi, proprio perché meno lavorato, va bevuto tendenzialmente liscio. Anche il tè verde tendenzialmente, ma di certo senza latte. 

Se si volesse aggiungere il limone, meglio infondere in teiera la buccia piuttosto che il succo: la sua acidità potrebbe alterare il gusto. 

Tra zucchero e miele è sempre meglio optare per il miele, se chiaro ancor di più.

Il rito del tè a tavola 

Necessaria per tecnica ed estetista è la teiera. Quelle perfette sono in ghisa o terracotta che assorbono l’aroma del tè, sprigionandolo lentamente e nel tempo. Eleganti e raffinate quelle in vetro e porcellana. Qualsiasi sia la teiera, badate dall’aderenza del coperchio e alla comodità del manico. Non è necessario inserire una grossa quantità di foglie da tè all’intero del filtro che si utilizza per le foglie sfuse.  

A infusione conclusa, il tè va versato nella tazza pronto per essere assaporato. 

Dalla teiera, ben impugnata, il tè fumante come una cascata, arriverà nella tazza (meglio se piccola).

É l’ora del tè! 

Secondo il Galateo, il tè va servito alle 17.00 in punto. Comprate prima dei fiori e sfoderate una tazza e un piattino per ospite. Tirate fuori un bel tovagliato, abbinato al servizio se possibile, e i cucchiaini che andranno adagiati a destra della tazza. Meglio servire del tè sfuso da abbinare con dei biscotti, delle torte o degli snack salati ma non inzuppate nulla! 😛 (secondo il Galateo, eh)!

Il padrone di casa è l’unico addetto a servire il tè. 

Per berlo correttamente occorrerà tenere con una mano il piattino e con l’altra la tazza.

Il tè è servito!

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